martedì 3 giugno 2008

Musicultura, si riparte e...maledire la burocrazia italiana è un nostro diritto

Mmmm, buonasera. Sintonizzata su Radio Uno per ascoltare in diretta la presentazione degli 8 finalisti di Musicultura, che incontrerò a giorni, non posso che essere d'accordo con questo tipo, Folco (un pò troppo Vinicio a dir il vero ma piacevole) che dice di voler dormire solo di mattina...come lo capisco.
Per due settimane risalgo sulla carovana Musicultura, saranno giorni di fuoco ma li prenderò di petto con la voglia di divertirmi e di dare il massimo, nonostante gli ostacoli che chi mi conosce bene sa quali sono. E poi quei soldi sono perfetti per pagarci l'iscrizione all'Albo, eh eh. Soldi che non vedrò nel mio portafoglio, quindi, ma che passeranno direttamente ad altri, sob.
Ma questo non è il lato più spiacevole (uh, ecco che parla Cesanelli, che oggi si è presentato in una improbabile salopette di jeans...e già vi fa capire l'atmosfera assolutamente anti-cliché).
Quello che mi è capitato stamattina mi ha lasciato davvero senza parole, allibita, chiedere a Jo che per fortuna mi ha accompagnato.
Recatami in tribunale per richiedere un certificato penale, mi dirigo verso l'ufficio 'casellario', che ancora devo capire cosa significhi. Giunta nell'ufficetto 5 metri X 5 aspetto il mio turno per parlare con la signora con i capelli alla 'dito nella spina'. La signora mi fa gentilmente riempire un modulo e mi dice che il certificato sarà pronto giovedì, e già cade la mia debole illusione che ci volesse poco stampare un foglio dove si dice che non ho mai infranto la legge. Telefonerò al gentile carabiniere di Recanati per dirgli che purtroppo no, non me lo possono stampare subito, sarebbe troppo bello e semplice. Il Ministero per la Semplificazione non è ancora attivo.
Fin qui, tutto bene.
La mia seconda illusione se ne va in fumo quando la signora scapigliata mi dice che devo andare fuori, in tabaccheria, a comprare la marca da bollo da 3 euro. Vabè, forse è chiedere troppo che un ufficio pubblico ne tenga una scorta da vendere all'ingenuo cittadino.
Ma non mi sarei mai immaginata di sentirmi dire che nella suddetta tabaccheria, sita a 250 metri ma non sa bene quale traversa, ci devo fare anche la fotocopia della carta d'identità....... dietro di lei, nuova e trionfante, poggiava su una parete intera una fotocopiatrice accesa..........
Io gliela avrei pagata, la fotocopia.
Avrei pagato anche 3,10 euro di marca da bollo.
Ma no, dovevo uscire dal parcheggio (che solo per fortuna oggi non ho pagato), addentrarmi nelle traverse sconosciute alla ricerca della tabaccheria (che sfornerà fotocopie come vasco rossi brutte canzoni, una dietro l'altra) e poi rientrare nel parcheggio e tornare da lei, che con la sua pinzatrice-scettro avrebbe riposto quei miseri fogli in un qualche cassetto, che qualcuno riaprirà per leggere il nome, inserirlo nel pc, e stampare la schermata.
Stampa bell'e pronta per Jo che giovedì dovrà andare al tribunale solo per ritirare il foglio al posto mio.
Ma quella fotocopiatrice.........

1 commenti:

Fra ha detto...

ANCHE IO CI SONO PASSATA FRA, COME TI CAPISCO!STESSA TRAFILA PARI PARI...USCIRE, MARCA DA BOLLO, FOTOCOPIA CARTA DI IDENTITA', "LA TABACCHERIA è PROPRIO QUI SOTTO", "LA MAZZETTA ME LA PASSA DOPO", METTERSI IN FILA DIETRO L'IMPIEGATO CHE RIENTRA ALLE 10 DELLA MATTINA CON LE BUSTE DELLA SPESA IN MANO, RIENTRARE,DEPOSITARE IL TUTTO E RITORNARE DOPO 2 GIORNI.VIVA L'ITALIA!!!